L’autosabotaggio

Ti sei mai chiesto/a come tante volte anche le migliori tecniche di auto-aiuto non funzionano?

In questo breve articolo vediamo come l’effetto dell’autosabotaggio piò influire sulla nostra condizione psicofisica andando a limitare i nostri miglioramenti personali.

Per poter parlare dell’autosabotaggio dobbiamo prendere in considerazione non solo la parte fisica e mentale del nostro corpo ma anche e soprattutto la nostra parte energetica.

Dal punto di vista energetico, infatti, possiamo considerare il corpo umano attraversato da un insieme di circuiti elettrici (meridiani) all’interno dei quali scorrono deboli correnti necessarie all’alimentazione dell’intero sistema.

Come per un circuito elettronico è necessario che le correnti scorrano nella giusta direzione, anche per il sistema energetico umano è necessario che, per essere in equilibrio, le correnti scorrano nel giusto verso.

Purtroppo, non sempre questo avviene, poiché è possibile che la circolazione energetica risulti invertita.

È come se si inserisse con la polarità inversa la batteria nel nostro cellulare, alterandone il normale funzionamento. Questo fenomeno è noto come Inversione Energetica (IE). Quando in una persona è presente IE, gli effetti positivi di tante tecniche di miglioramento personale possono venire a mancare.

L’IE è generata dal pensiero negativo. In generale, più il pensiero negativo è pervasivo, più alta risulta essere la probabilità che si verifichi un IE.

L’inversione energetica sembra essere alla base del mancato raggiungimento dei risultati soprattutto in contesti quali la guarigione di alcune malattie croniche, le dipendenze (fumo, alcol, cibo, gioco d’azzardo, ecc.), il mancato raggiungimento di risultati o obiettivi in ambito sportivo o personale, la difficoltà di perdere peso, ecc.

L’inversione energetica può essere, quindi, paragonata ad un vero e proprio sabotatore interno che impedisce qualsiasi tipo di miglioramento.

Il sabotatore diventa il nostro peggiore nemico non permettendoci di evolvere e raggiungere un determinato risultato fisico o mentale.

Proprio per questo l’IE rappresenta una delle cause principali di fallimento e fino a quando non viene trattata, non si ha la risoluzione della problematica sulla quale vogliamo lavorare. 

Molte volte, infatti, ci chiediamo come è possibile che quella persona sia riuscita a raggiungere quel preciso obiettivo e noi no.

Ci domandiamo com’è possibile che quella tecnica abbia funzionato per alcuni e per altri no.

All’interno del protocollo relativo allo strumento chiamato EFT, esiste una parte chiamata “Preparazione o Setup” che permette di correggere questo auto-sabotaggio e far si che si ripristini il corretto flusso energetico all’interno dei meridiani[1] (la batteria viene montata rispettando la polarità corretta).

Liberandoci dall’autosabotaggio siamo in grado di lavorare efficacemente con tanti strumenti di crescita personale che, altrimenti, potrebbero non sortire gli effetti voluti.

Per chi volesse approfondire questo argomento, tale procedura è descritta nel libro “Mi amo e mi accetto 

Riassumendo 

  • L’inversione energetica è paragonabile ad una batteria montata al contrario
  • Se è presente inversione energetica è attivo il nostro sabotatore interno che non ci permette di risolvere i problemi
  • Lo strumento chiamato EFT, contiene una procedura chiamata preparazione o setup che elimina l’inversione energetica
  • Senza inversione energetica il nostro sabotatore non può agire e siamo liberi di lavorare efficacemente sulla problematica

[1]     Il trattamento dell’Inversione Energetica agisce a livello delle strutture corticali associate al linguaggio. Le strutture corticali e sottocorticali (l’amigdala, l’ipotalamo, l’ippocampo, l’insula, etc) hanno un ruolo fondamentale nelle emozioni e nella motivazione.