Cosa è l’ipnosi regressiva

L’ipnosi regressiva alle vite precedenti*

L’ipnosi regressiva alle vite precedenti è un meraviglioso strumento di conoscenza del Sé. È un metodo che permette di intraprendere un percorso di crescita personale e spirituale; si differenzia per metodologia e finalità dall’ipnosi classica in quanto lo stato di trance è utilizzato esclusivamente come induzione e non come terapia. Le sedute di ipnosi regressiva alle vite precedenti, infatti, non hanno e non possono avere nessuna finalità clinica, diagnostica o terapeutica ma vengono utilizzate, dall’ipnologo abilitato, esclusivamente ai fini della crescita personale e spirituale del cliente.

Eventi traumatici e situazioni tragiche del passato, vissute dalla nostra coscienza in altre esistenze, possono determinare una forte interazione con la nostra vita attuale. Essa, infatti, è legata da un sottile filo che, se percorso a ritroso, ci permette di “comprendere” una determinata situazione.

Mi è capitato come Coach, di lavorare con clienti che non riuscivano a vivere la loro vita con serenità poiché si sentivano attratti da qualcosa di “inspiegabile” che li teneva legati al passato. Con l’ipnosi regressiva e un lavoro mirato di Coaching si può ampliare la consapevolezza sui fatti del passato e lasciarli andare. Comprendere ci permette di spezzare quel filo che ci tiene ancora legati a quegli eventi e di poter finalmente vivere la nostra vita. È come se una memoria del passato si ripresentasse, ogni volta, nel tempo attuale; fino a quando non ripuliamo questa memoria, essa potrebbe influenzarci sul piano fisico, mentale e spirituale.

Cosa è l’ipnosi

Il termine ipnosi deriva dal greco “hypnos”, sonno. I non addetti ai lavori associano l’ipnosi ad uno stato di sonno e di totale mancanza di autocontrollo. L’ipnosi regressiva alle vite precedenti non ha nulla a che fare con l’ipnosi da palcoscenico che siamo abituati a vedere negli show televisivi.

Come dice Brian Weiss, l’ipnosi è uno stato semplice e naturale di concentrazione rilassata.

È paragonabile alle esperienze che facciamo in diverse occasioni della nostra vita quotidiana in maniera del tutto inconsapevole. È come vivere un sogno ad occhi aperti, come quando si osservano le nuvole passare sopra la nostra testa, oppure durante la lettura di un libro particolarmente interessante in cui ci “perdiamo” attraverso le pagine. Non sentiamo più alcun suono esterno poiché siamo completamente immersi nella nostra lettura.

Un fenomeno simile avviene anche quando siamo assorti nella guida della nostra auto e, senza rendercene conto, ci ritroviamo a casa. Non abbiamo “consciamente” prestato attenzione a quanto ci circondava, tuttavia la nostra parte inconscia era costantemente al lavoro.

Le esperienze quotidiane descritte sopra ci fanno, quindi, entrare in uno speciale stato di consapevolezza chiamata ipnosi, per esattezza, viviamo stati di ipnosi quotidianamente, senza prestarci attenzione, ogni 90 minuti circa.

Il sistema mente-corpo, infatti, ha delle necessità fisiologiche che permettono attraverso gli stati di trance spontanea, di rigenerarci attuando una sorta di autoguarigione.

Le trance spontanee rappresentano dunque delle interruzioni del flusso ordinario della coscienza che permettono al sistema mente-corpo di lavorare in maniera naturale.

Si pensa che l’alterazione di questi cicli spontanei che avvengono più volte al giorno (cicli ultradiani), possa portare alla comparsa di vari tipi di malattie psicosomatiche.

L’ipnosi, pertanto, non è perdita di controllo o di coscienza, non è sonno, non è amnesia al termine dell’esperienza vissuta, non permette di dire o fare cose che non si vogliono fare, non altera i valori ed il codice etico di una persona, non rappresenta controllo da parte dell’ipnologo.

Il cliente è invece il protagonista indiscusso della seduta di ipnosi regressiva alle vite precedenti, ha la facoltà se lo desidera, di uscire dallo stato ipnotico in ogni momento. L’ipnologo funge esclusivamente da Coach in grado di guidare e sostenere il cliente attraverso delle tecniche che lo portino in uno stato di concentrazione rilassata permettendogli l’accesso anche ad informazioni riguardanti altre vite, altre esistenze.

Il nostro inconscio funge quindi da porta in grado di connetterci all’esperienza passata archiviata dalla nostra coscienza.

Durante una seduta di ipnosi regressiva alle vite precedenti, non è possibile rivelare segreti o fatti se non si vuole. Una persona sotto ipnosi è capace di mentire o di non rispondere ad una precisa domanda formulata dall’ipnologo, se non lo desidera, non può in nessun modo essere indotto a compiere gesti o azioni che non vuole compiere. Come detto, è lui il protagonista principale di questo meraviglioso viaggio a ritroso nel tempo.

L’ipnosi, infatti, funziona solo se vi è il consenso e la collaborazione del cliente o meglio la collaborazione della sua parte inconscia.

Non c’è mai il pericolo di rimanere “intrappolati” all’interno di una seduta di ipnosi regressiva poiché il cliente, dopo un certo periodo di tempo, o si addormenta o esce spontaneamente dallo stato ipnotico.

A cosa serve l’ipnosi

L’ipnosi regressiva alle vite precedenti, rappresenta uno strumento pratico per poter accedere ad informazioni legate ad altre esistenze. Il metodo permette di recuperare delle memorie del passato di cui non si ha consapevolezza, per attuare una comprensione profonda di eventi, fatti, e situazioni che stiamo vivendo nella nostra vita attuale.

L’ipnosi permette di intraprendere un vero e proprio percorso di crescita personale attraverso la trasformazione e l’evoluzione della nostra Coscienza. Comprendere un evento del passato, vissuto in altre vite, in altre esistenze, ci consente di affrontare meglio la nostra vita, di superare un ostacolo o una situazione particolarmente importante che stiamo vivendo.

Una seduta di ipnosi regressiva alle vite precedenti è in grado di promuovere un naturale miglioramento personale che ci può portare a vivere la nostra vita attuale in maniera più intensa, più vicina al nostro Progetto Animico.

La felicità si incontra quando si riesce da essere al proprio posto all’interno del proprio percorso personale, altrimenti si rischia di dovere rimandare quell’esperienza ad una vita futura.

Brian Weiss paragona la nostra permanenza sulla Terra ad una lezione che dobbiamo imparare. Se andiamo a scuola e studiamo, dice, possiamo passare alla classe successiva, se mariniamo la scuola, dovremo ripetere l’anno.

L’ipnosi regressiva ci permette di comprendere un fatto del passato, di lasciarlo andare attraverso una nuova consapevolezza ed integrazione che affiora durante la sessione, migliorando il rapporto con noi stessi e con gli altri. Attraverso questo strumento possiamo lasciar andare paure irrazionali, difficoltà di scelta, abitudini o comportamenti errati e disfunzionali. Possiamo migliorare i nostri rapporti, la nostra situazione lavorativa o finanziaria bloccata, migliorare un nostro comportamento. La seduta ci permette, inoltre, di comprendere alcuni tratti del nostro carattere, le nostre peculiarità, le nostre inclinazioni o preferenze personali, i nostri talenti. Ci consente inoltre di comprendere meglio i temi legati all’amore e alla compassione, all’amicizia e alla famiglia.

Anche se non si crede nella reincarnazione è possibile comunque beneficiare delle informazioni presenti nella nostra parte inconscia, ma se si crede nella reincarnazione, l’esplorazione di una vita passata consente di imparare importanti lezioni, promuovendo un naturale processo di crescita spirituale e personale.

 

* Questo articolo è tratto dal mio nuovo libro in pubblicazione “Bagaglio a mano per altre vite

L’ipnosi non esiste, tutto è ipnosi
Milton Erickson